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“Amo la periferia più della città. Amo tutte le cose che stanno ai margini”. Quanto avrebbe amato, Carlo Cassola, la ferrovia Sicignano – Lagonegro. Lo scrittore, che più volte nella sua produzione letteraria ha inserito storie di treni, macchinisti e pendolari, fino a scrivere un libro interamente dedicato alle strade ferrate, ha sempre dichiarato il suo fascino per le zone di provincia – in cui ambientare l’immaginario dei suoi romanzi. E il Vallo di Diano, senza ferrovia, non può che essere considerato come un qualcosa rimasto ai margini della civiltà e del progresso. Trent’anni di binari arrugginiti, quando quel 1

L’articolo A trent’anni dalla “tragica morte” della ferrovia di Sicignano-Lagonegro sembra essere il primo su Unico Settimanale.

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